Coltiviamo sogni di perfezione perché ci viene naturale e perché ce l’hanno insegnato. Se vedete un quadro storto non vi viene l’impulso di raddrizzarlo? Avete guardato con occhi sognanti la vostra compagna di scuola che arrivava con i capelli perfettamente pettinati, riga, mollettine sempre al loro posto? o la collega che dopo l’intera giornata di lavoro non ha una sbavatura di trucco… ?

Tutto al proprio posto…Ci hanno detto che le principesse parlano con voce pacata, non ridono sguaiatamente, loro stanno sempre in equilibrio su quel filo che chiamiamo perfezione, mentre noi ci vediamo sempre qualcosa di troppo.

Non solo il nostro aspetto: da sempre io mi sento troppo felice, o troppo triste, o troppo presa, troppo annoiata…. Sembra non esserci una via di mezzo, un centro in cui piantare un’asticella di riferimento.

Forse non mi è dato di stare in un equilibrio perfetto, da bilancia.  Pendo sempre da una parte.

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Questa asimmetria non toglie però la possibilità di trovare un equilibrio, solo che è un equilibrio imperfetto: E l’unica possibilità è imparare ad accettare l’imperfezione che è una semplice diversità.

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Il cuore, l’abbraccio di BeA si è esteso, moltiplicato per creare un orecchino solo. Quasi una rivincita dell’asimmetria, cercata, voluta. Manca qualcosa? No, semplicemente è uno, è asimmetrico, da una parte sola. È completo così, solo apparentemente imperfetto. BeA Embraces: vi prego non chiedetemene DUE. Astenersi perfettine.

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